
by Maky | luglio 24th, 2009 |
In questi giorni mi sono messa alla ricerca dei films che amavo da bambina e che continuo ad amare tutto’ ora. Ho ritrovato il mitico “20000 leghe sotto i mari” (quello con Kirk Douglas per intenderci), “Viaggio al centro della terra” e “L’uomo che veniva dal futuro”, meglio noto come “La macchina del tempo”. Questi film hanno alimentato la mia infantile immaginazione esplorativa, a sei anni sognavo di poter trovare Atlantide tracciando sul mio atlante geografico le coordinate ipotetiche che avevo trovato su un libro che trattava l”argomento. Da bambina ero un topo da biblioteca, quando andavo in pizzeria con la mia famiglia leggevo e leggevo mentre aspettavo, mentre mangiavo, mentre si aspettava il gelato facendomi odiare da tutti…anche adesso leggo (un po’ meno di allora) e lo faccio soprattutto camminando (un occhio sul libro e uno sulla strada). Un libro che ha traviato la mia infanzia era dedicato agli studi e alle scoperte archeologiche di Howard Carter, per un periodo mi ero anche impegnata a studiare i geroglifici. Ero una bambina particolare, non c’è che dire…poi ho scoperto Poe, Stoker, Mary Shelley, Wilde e tutto ciò che mi trasmetteva atmosfere gotiche, misteriose decadenti su uno sfondo d’epoca vittoriana. Amavo il buio, le storie di fantasmi e le streghe, a nove anni ho pure adottato un piccolo pipistrello. E’ incredibile come un tempo la mia mente bambina viaggiava e come la mia mente adulta ora sia terrorizzata dall’esplorare terre sconosciute…













