Eccomi qui a fare il resoconto della vacanza a Fuerteventura tanto bramata! Sono partita la mattina di lunedì 12 novembre. Arrivata all’aereoporto di Villafranca scopro che ci sono dei problemi con i biglietti…hanno sbagliato a fare i conti e ne mancavano alcuni. Dopo una fila infinita al ceck-in imbarco le valige e mi fiondo al gate perchè ero in ritardo e l’aereo partiva poco dopo. Passo sotto al metal detector e suona, mi spoglio e risuona…morale della favola mi sono dovuta togliere pure gli stivali…corro e finalmente mi siedo! Ero vicino a due fighetti bresciani che non facevano altro che sparare stronzate…come se non bastasse avevo vicino otto bambini piccolissimi urlanti e piangenti. Planiamo a Fuerteventura…un calore bellissimo, ventilata e luminosa!!! Arrivo al villaggio Calleta Dorada e mi faccio assegnare il bungalow. Mi sistemo e ceno…la cucina lasciava alquanto desiderare ma io non mi faccio problemi e fortunatamente mi so adattare a tutto! La serata è trascorsa in fretta, vado a letto e mentre dormicchio beata vengo derubata. Mi hanno rubato il cellulare, la mia adoratissima digitale e tutti i soldi che avevo nel portafoglio (dovevo ancora andare a prendere la cassetta di sicurezza) dev’essere stato uno del villaggio perchè si è passato a rassegna i bungalow degli arrivi del giorno. La mattina con il fegato avvelenato vado all’ufficio di polizia…due ore per stendere un verbale ad un poliziotto pieno di tic nervosi che continuava a guardarmi le tette! Vabbè…ed io che mi lamento del’Italia!!! Non potevo rovinarmi la vacanza, ho deciso di dimenticare il fatto (almeno per quei giorni) e dopo una bella urlata ed un pianto liberatorio (la digitale era l’estensione dei miei occhi, senza di lei con tutto quel ben di Dio da fotografare mi sentivo malissimo) ho riiniziato da capo…sorrisi e divertimento! I giorni sono passati all’insegna del relax, avevo la testa libera dai pensieri ed assorbivo tutte le belle emozioni che mi arrivavano da quella spettacolare isola! Ho poche immagini fatte con altre digitali, purtroppo senza la mia Sony non potevo fare un granchè. Chiedo scusa a tutti gli amici, avevo promesso le cartoline ma in mancanza di liquidi mi sono limitata a comperare un pensiero per mia sorella e un po’ di cianfrusaglie che mi servivano.
Tempo: magnifico! Caldo e ventilato, non si sudava e si prendeva il sole senza protezioni. La sera faceva freddino ma non dava fastidio.
Luogo: Fuerteventura è un’isola vulcanica, km e km di monti deserti colorati dai minerali fusi con l’eruzione. Il paesaggio era molto vario, passavi dalle spiagge bianche caraibiche alle scogliere nere a strapiombo sul mare. La flora dell’isola è composta da piante grasse ed aloe vera. Il sud è più desolato del nord dove tira più vento e dove si sfrutta il mare facendo surf o vela (un paradiso per i surfisti)
La base: il club dove dormivo non era malaccio, peccato la scarsa sorveglianza e il personale dirigente altamente menefreghista! Non lo consiglio a nessuno!
Incontri: ho conosciuto delle belle persone, i ragazzi dell’animazione erano semplici, simpatici e (cosa assai rara) non invadenti! Ho fatto comunella con un po’ di persone…una in particolare ha rapito la mia attenzione rendendomi il soggiorno a dir poco perfetto…ci si ritroverà anche nella vita reale.
Cibo: il ristorante del villaggio era insignificante, tutto perchè era gestito da inglesi…facevano i cannelloni con il ketchup…terribile!!! Sono andata a mangiare la paella e devo dire che sia la cena che il vino non erano per niente male!!!
Vita notturna: la vita notturna c’è ma è spostata verso il nord, io ero nel centro dell’isola che è più tranquillo ma se devo essere sincera non la cercavo nemmeno…
Divertimenti: tantissimi…mi diverto con poco. Rimpiango il sottopasso dove si intonavano i canti degli alpini aspettando l’eco, le piante del viale dove correvamo abbassati sotto le fresche frasche e il tronco dell’albero del vialetto del villaggio dove mi accingevo ogni volta a riprodurre un angelo da giardino su un piedistallo…i giorni a venire hanno avuto abbinata pure la posa a statua di delfino. Divertenti anche i quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due che vivevano nel villaggio (l’isola è piena di gatti…cani pochissimi) Si giocava a schivare le cucarachas (scarafaggioni) che correvano nelle strade buie del porto. Ho comperato un bel paio di orecchie nere da gatto che mettevo spesso per uscire, miagolavo e facevo le fusa (in vacanza tutto è concesso, pure questi colpi di matto). Gli italiani al mio passaggio ridevano divertiti e gli inglesi mi guardavano come se fossi prossima al manicomio…viva il sense of umor!
Tiriamo le somme: L’inizio anche se un po’ triste non mi ha rovinato la vacanza perchè ne faccio una ogni 8000 anni e ne avevo davvero bisogno. Mi sono rilassata come non mai, mi sono ripresa alla grande grazie anche a chi mi stava vicino…una vacanza spettacolarissima, non potevo chiedere di più!
Grazie a tutti quelli che mi hanno sopportata in questi giorni e a quelli che mi hanno reso la vacanza uno spettacolo unico! Un bacio immenso…