Yaki Gyoza vegetariani in barba agli onnivori

Che soddisfazione cucinare delizie su delizie alla faccia di chi mangia carne e pesce!!! Scusate l’accanimento ma sono solita essere l’argomento di discussione in tutte le cene tra amici. Non potete immaginare l’espressione triste e compassionevole della gente non informata quando mi fa la fatidica domanda “Allora tu mangi solo insalata?”…5…4…3…2…1…BOOOOOM!

La bomba vegetariana esplode e travolge tutti gli ignorantoni dei paraggi con disquisizioni sulla morale, la salute e i benefici globali portati da un’ alimentazione di questo tipo.

Ma mi vedete? Sono in salute, non mi ammalo mai, digerisco benissimo e non mi spuntano di certo le corna o altri due intestini se non magio carne. Ho istruito parte del popolo fiorentino che non era nemmeno a conoscenza del crudele procedimento di produzione del latte.

Ho portato il progresso secondo voi? Assolutamente no! Non ho mai visto persone così attaccate alla loro bistecca. Ma torniamo a noi e all’ ipotetica noia alimentare vegetariana.

Una mattina mi sono svegliata con una voglia infinita di gyoza. Come ben sapete i gyoza sono ripieni di carne di maiale/manzo ma grazie al prestito della mia divina mamma (il tritacarne) ho prodotto un buon macinato di seitan che si presta benissimo all’occorrenza e che non è inferiore in sapore e consistenza al classico macinato essendo il gyoza una pasta ripiena con un preponderante gusto cipolloso-verzoso (di verza).

La base per l’impasto è molto semplice, il segreto è nell’olio che lo rende molto elastico e resistente. Attenzione, la sfoglia deve essere stesa sottile e qui vi voglio mie/miei carissime/i sfogline/i romagnole/i!

Il piano va cosparso di fecola di patate in modo da non far attaccare l’impasto. Con questa ricetta vi potete scofanare 24 gyoza belli grassi (in dimensioni), una guduria per il palato anche di quelli più scettici e difficili (io non ho mai visto un gyoza attaccare un umano a meno che non siano rimasti a vegetare nel frigorifero per un mese!).

Fatti i ravioloni li dovete cuocere in padella con dell’acqua e sucessivamente dovete farli abbrustolire (sempre nella padella) per un paio di minuti, la parola Yaki infatti vuol dire “arrostito”.

Potete irrorarli con la salsa della ricetta ma io preferisco quella fatta con il vermout dolce al posto dell’aceto, quando l’assaggerete non potrete più farne a meno (ricordo l’inge che se la metteva anche sui tortelli alla ricotta)!

Ricapitolando:

– la rottura più grande è fare i ravioli, abbiate pazienza tanto nel 2012 saremo tutti morti e voi avrete finito di raviolare

– se siete infinitamente incapaci o pigri potete comprare l’impasto surgelato già dischettato nei negozi orientali

– se siete meno incapaci ma ugualmete pigri potete chiudere i ravioli con un raviolatore, lo trovate sempre nei negozi orientali alla modica cifra di 1,50 euro

– se siete invece curiosi di apprendere l’antica arte della chiusura del gyoza cercatevi su Youtube un bel video esplicativo (non posso sempre darvi la pappa pronta!)

– vi consiglio di lavarvi i denti nel caso vi voleste sbaciucchiare la/il vostra/o commensale, il gyoza sa di cipollotto e vi lascia l’alito cipolloso (a meno che non siate ubriachi di vermout, può capitare, di conseguenza la cosa infastidisce di meno)

Finito!

Sono o non sono la donna popputa-vegetariana più godereccia del mondo?

19 responses

  1. Ti ho scoperta solo oggi…ho fatto un giretto sul tuo blog! Ma che MERAVIGLIA!!! é un piacere averti conosciuta :)! ti seguirò…Senza ombra di dubbio!!!
    Un bacione grande!
    Emanuela

  2. Io sono stata vegetariana per 16 anni, ma dopo tre figli la mia anemia è diventata insostenibile e allora ho accettato per un periodo di tempo di mangiare carne, anche se non tutta…per anni invitata a cena ho dovuto ingurgitare chili di insalata e chili di pasta…si perchè invece di ingegnarsi a preparare qualcosa di diverso ti propinano un solo piatto, ma molto più grande del normale, come se questo bastasse a farti sentire “accolta”. Questo Gyoza sono bellissimi e due volte più buoni! :)

  3. Invece a me propinano sempre tantissima frittata hahaha. Greta non disperare che prima o poi la tua anemia ritorna nei valori accettabili e potrai tornare a questo regime (se lo vorrai ovviamente). Io sono talassemica e reintegro la B12 con le fialette, spero di non avere mai problemi seri di anemia (anche se mangio ferro più della ruggine) non so come riuscirei ad afrontare nuovamente la carne…dubbio amletico! I Gyoza ringraziano per i complimenti.

  4. Io ti amo maky…ma forse l’avevo già detto! I goyza me li salvo, anche perchè cercavo proprio la ricetta, tiè:-))) Quanto all’essere vegetariani al giorno d’oggi e in italì, no comment: appena dico di esserlo tutti strabuzzano gli occhi..e una volta è scattato anche il “poverina”0_0. Non parliamo dei ristoranti: per mangiare vegetariano (che non sia l’insalata) bisogna andare al cinese/giapponese, perchè negli altri ristoranti, lasciamo perdere, vaaaa chè è meglio. Un bacio e grazie

  5. Franci che diciiii? Io dico sempre allo chef che sono vegetariana convinta e che se mi propina qualcosa di carnivoro/pescivoro lo sputtano a vita e lui mi coccola come una principessa. Basta farlo sapere al cameriere e vedrai che in men che non si dica hai lo chef al tuo servizio ^_^ Ci credi che faccio più fatica a mangiare al giappo che all’italiano? Non riesco mai a trovare qualcosa di veg…mah!

  6. Brava chiedere non costa nulla e sinceramente potresti aver abbracciato una fede che ti impedisce di magiare animali oppure potresti essere allergica alle proteine animali come una mia amica (per davvero!). Al lavoro ho sempre tante richieste, chi è incinta e non può mangiare nemmeno il prezzemolo crudo o chi è musulmano, vegano, allergico, intollerante, ecc… se sei un bravo chef vuoi bene a tutti e coccoli tutti in egual misura!

    • Ciao 23,
      grazie per essere passata ^_^ io sto bene e tu?
      Ho fatto così tanti gyoza da mangiarli per un mese, se vuoi te li spedisco XD

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