Verona incontra Siena: i Pici con la Pearà

by Maky | gennaio 13th, 2013 |

Ci riprovo, ho letto il nuovo MTC e visto il risultato allucinante del passato mi sono promessa di impegnarmi stando attenta alle regole leggendole almeno due volte.

Da folle mi sono imbarcata in un’impresa titanica sia nella realizzazione del piatto che nell’abbinamento: i pici con la pearà. Mossa dai sentimenti e dalla spiegazione storico/romantica della sfida ho deciso di unire le cose che più mi toccano della mia cultura natale (la pearà) e della mia cultura adottiva (i pici).

Ma cos’è la pearà? E’ il nettare degli dei, è una salsa povera fatta di pangrattato, brodo, midollo, pepe e parmigiano che si serve a tavola abbinata al bollito, quella che mangeresti a colazione, quella che mangi anche a colazione, sul pane, calda, fredda o bruciacchiata a cucchiaiate senza fermarti mai. E’ il sale della vita di Verona, quella che fanno la mia mamma, la mia nonna e la mamma della mia nonna e su nelle generazioni passate, portata abitualmente a tavola da donne povere  che servivano la ricchezza ogni domenica.

La cucina ha tutto un altro odore quando si fa la pearà, il pepe e il profumo del pane tostato ti entra nelle narici, caldo, accogliente, morbido e deciso. Svegliarsi la mattina e trovare una pentola di questa delizia ti fa già pensare al pranzo che ti aspetta. E’ una ricetta vecchia come Verona e non troverete mai nessun veronese che non l’adori nella sua semplicità. E’ il cavallo di battaglia di una città che ha vissuto secoli di splendore, invasa da tutti, contaminata da tutti ma sempre ferma e solida come l’Arena che sovrasta piazza Brà. E’ anche la famiglia, la tradizione e la coccola che ti rasserena, mangiandola ti senti amato perchè è fatta col cuore, la cottura lenta e l’attenzione vigile delle mamme.

Nella mia cultura non si abbina con la pasta fresca ma ho voluto osare perchè in fondo la pearà è come il prezzemolo, è buona dappertutto. Non ho usato il midollo e il brodo di carne per questioni che già conoscete, solitamente il brodo che si usa è quello del bollito che è sul fuoco e con la quale si abbina.

 

 

I pici, per chi non li conoscesse sono gli antenati degli spaghetti, filati a mano con attenzione, rustici e invitanti. Un tempo ero fidanzata con un sinalunghese che mi raccontava spesso della nonna che filava i pici a mano da una grande palla d’impasto. Mi diceva sempre che le sarei piaciuta e che mi avrebbe adorata ma purtroppo non sono riuscita a conoscerla. Ho conosciuto il nonno, un burbero e simpatico vecchino magro magro che viveva in una casa immensa che chiamavo “la reggia” e per me lui era “il conte”. Col passare degli anni quella casa ha iniziato ad entrarmi nel cuore ed ho iniziato ad imparare le ricette di famiglia per dare continuità a quella storia che li univa.

I pici sono la meditazione e la riflessione. Mentre filo i pici penso a quella casa, a quella famiglia che mi ha dato tanto e a quella nonnina che non ho mai conosciuto che in giardino curava la sua rosa di 100 anni, ma penso anche alla mia vita, canto e a volte piango commossa o sconsolata. Oggi ho pianto commossa perchè la cucina profumava dell’odore della terra e della famiglia che non riesco mai a vedere e mentre filavo sentivo i ricordi che mi sfioravano.

Questo è il cibo che conforta, che ti fa sentire che la famiglia è ovunque, in una telefonata, in un odore o in un picio filato.

 

 

Vi consiglio di iniziare a preparare i pici quando mettete a bollire la pearà, accendete il fuoco e iniziate a sognare.

 

 

Questa ricetta fa parte della raccolta

 

31 Responses to “Verona incontra Siena: i Pici con la Pearà”

  1. Ti ricordi quando ti dicevo che le tue sono le foto più belle del web? Beh, continua ad essere così.
    E questo piatto è un vero incanto.

  2. Sei il sole che porta gioia nelle mie mattine uggiose ^_^

  3. straordinaria. Straordinarie le foto, straordinaria la ricetta, straordinario il racconto, straordinaria la realizzazione di un concetto che in questa tua versione trova nell’amore e nella nostalgia un ulteriore legame con il territorio.
    Stavolta, ci sei eccome, in concorso. Eccome che ci sei….

  4. Evvivaaaaa!!!

  5. Ciao ! piacere di conoscerti e di conoscere il tuo blog! questa ricetta mi è piaciuta moltissimo, la pearà non la conoscevo proprio ma mi piace molto per l’uso di ingredienti semplici e genuini.
    I tuoi pici sono bellissimi, resi ancor di più dalle foto.
    A presto!
    Francy

  6. non conoscevo la pearà e grazie al tuo racconto me ne sono innamorata….grazie mille per il tuo racconto toccante e confortante

  7. Beh che dire … innanzitutto piacere di conoscerti!!!
    Dopo questa tua ricetta e dopo quest foto … possiamo già concludere l’MTC di questo mese nel suo primissimo giorno!
    Solo una parola: spettacolare!
    Complimenti
    Monique

  8. Ma complimenti per le foto…spettacolo!!! e anche io non conoscevo (come sopra ) la Pearà…complimenti…ed in bocca al lupo, ciao Flavia

  9. Ciao passò di qui per la prima volta ed una bella sorpresa!!! Complimenti per la ricetta specialissima e originale e per le splendide foto !
    Un saluto Ilaria

  10. bellissimo tutto. per primo il post. poi le foto. ha ragione l’araba, sono meravigliose.
    e pure la ricetta.
    sono per metà trentina e quelle che tu chiami pearà mia nonna la chiamava peverada, ed era la salsa con cui si accompagnava il bollito. mamma mia quant’è buona! me la ricordo ancora, non riuscivo a smettere di mangiarla.
    bello tutto!
    complimenti e felice di conoscerti

  11. ma ce belle qeste foto bravissima, raccontano perfettamente il senso che hai voluto dare e questa tua versione me gusta mucho

  12. Cara Maki, non è una bugia, non ti voglio raccontare storie per creare sintonia. Oggi è il mio compleanno e a casa ho avuto i miei cari, la mia famiglia ed il pranzo è stato un bollito misto con le salse preferite. Al centro tavola c’era la Peverada, preparata dalla mia mamma con il brodo a disposizione ed in quantità mega galattica perché a noi piace da matti. Mia mamma è del Lago di Garda, che con Verona va a braccetto. E la peverada è sempre stata presente in casa mia in molte occasioni. Vederla sposata con i pici mi commuove perché mi racconta di un legame di terre che è presente anche nella mia storia e nella mia famiglia.
    Dire che le tue foto raccontano atmosfere meravigliose è poco. Un post splendido, un inizio da brivido.
    Grazie Maki. Un bacione, Pat

  13. non ho parole per me questa è già una vittoria prodotti poveri trasfomati in un piatto da 5 stelle complimentissimi post stupendo

  14. Mamma mia! Sono incantata da fotografie e ricetta! *_* Complimenti, davvero tutto stupendo ;)

  15. Un incontro fortunato…..che potrebbe rendere felice molti e far sognare tutti gli altri!!!

    Bello bello

  16. Francy: Piacere mio, ti consiglio di provarla, ti ci innamorerai!

    Rosaria: Grazie a te per essere passata!

    Monique: hahaha esagerata!!!

    Elifla: crepi il cacciatore!

    Ilaria: Grazie mille!

    Lagaiaceliaca: come ti caèisco, a Natale sono salita a Verona e ho dovuto gareggiare con mia sorella per chi si accaparrava l’ultimo cucchiaio.

    Mamma papera: Grazieeee, questa volta c’ho messo l’anima!

    Patty: che dire…le tue parole hanno commosso anche me!

    Veronica: hai ragione, chi lo dice che bisogna andare a ricercare l’ago nel pagliaio per godersi la vita in ricchezza.

    Elisa: Grazie e torna a trovarmi ^_^

    Fabiana: wow!

  17. grande!
    Sandra

  18. Cara Maki, veramente tanti complimenti, il tuo blog è stupendo! Vogliamo invitarti a conoscere un nuovo modo di divulgare, condividere e cercare ricette on line. Viaggia fra le più belle immagini food italiane, in un portale da mangiare con gli occhi…

    Abbiamo centinaia di foodbloggers fra i nostri utenti, il tuo blog è molto bello e potrebbe far parte del nostro socialfood!

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  19. Ciao Maki, il tuo racconto mi è entrato nell’anima… è bello saper scrivere, saper trasmettere attraverso le parole, le proprie emozioni… e tu lo fai con semplicità e mi trasporti nella tua casa… Una sensazione meravigliosa, come meraviglioso è il condimento che hai scelto per i pici. Ahimè non conoscevo la Pearà, e adesso mi hai davvero incuriosita, mi sembra di sentirne il profumo!
    Per me quella di gennaio è la prima sfida dell’MTC e sono strafelice di essere entrata in questa grande famiglia!
    Buona serata e a presto!
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  20. Morena in questo momento non riesco a trovare le parole per ringraziarti…davvero

  21. quanto sono belle le tue foto!!!!!questo blog è splendido davvero ^_^

  22. tu_sei_brava!
    +
    love
    Cla

  23. Anonimo scrive:

    la pasta fatta in casa è sempre un piacere sia da fare che da gustare :P

  24. mai sentito parlare della peara. voglio prepararla perchè detta così mi piace assai! complimenti e buoni pici! ;)

  25. Senza parole…
    Splendide le foto, splendida la ricetta, splendida la Pearà… (che non conosco ma mi affretterò a colmare questa lacuna!)
    Buona serata,
    Sarah

  26. Fantastici questi pici!!!

  27. Ok arrivo in ritardo, ti hanno già detto tutto…io volevo solo lasciarti un WoW!

  28. Brava….premio strameritato..cri

  29. Grazie ^_^

  30. Articolo interessante e colgo l’occasione per complimentarmi per questo sito! veramente ben fatto e con tanti articoli utili!

  31. Ti ringrazio

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