Cazun d’ricott da Taranto con furore

by Maky | gennaio 21st, 2013 |

Lavorare in ambienti estremi ci porta a fare delle conoscenze che si trasformano al 99% in vere amicizie, un po’ come sotto le armi: i militari si legano al loro compagno per la vita e in cucina non è da meno. Lavorando al ristorante ho avuto la fortuna di conoscere Mirella il mio sergente maggiore, una tarantola tarantina con una famiglia che la sa lunga sul buon cibo.

Sono andata a trovarla per il doveroso briefing e mi sono ritrovata catapultata nell’eperienza che più mi mancava: cucinare in famiglia. Cosimo, il babbo di Mirella è un prorompente tarantino doc dagli occhi azzurri come il cielo che con sua moglie Antonietta non manca mai di onorare le tradizioni della sua terra. Antonietta ha un dono che hanno in pochi, è una cuoca che ama gli ingredienti sani e che cucina con la maestria di Mozart. Mi ha dato il colpo di grazia una sera quando mi ha invitata a rimanere a cena tramortendomi con una pasta e ceci che aveva dell’incredibile. Non potete immaginare…i ceci li odio profondamente, l’ho detto più volte e con loro ho fatto le guerre psicologico-gustative più disastrose ma lei è riuscita non so come a farmeli amare; si scioglievano in bocca e legavano con la pasta alla perfezione.

Detto questo capite che non potevo rifiutare l’invito di cucinare con lei potendo così imparare una delle sue ricette. A Taranto nel periodo del carnevale fanno dei ravioli ripieni di ricotta dolce che chiamano “Cazun” (calzoni) conditi con il ragù o con il sugo di pomodoro. La ricotta usata è quella di pecora perchè come dice Antonietta “sta nel suo periodo migliore”, mentre l’impasto è fatto semplicemente con la semola di grano duro rimacinata, acqua e sale. Il ripieno è molto dolce e contrasta magicamente con il sapore forte del sugo, non vi fate trarre in inganno e provateli perchè ne vale veramente la pena!

 

 

Sentire i bambini di Mirella che litigano, vedere il babbo che prepara il caffè, la mamma che ripiega i panni stesi e i fratelli che si svegliano intontiti con gli occhi abbottonati mi ha fatto venire nostalgia di casa e ho approfittato per fare il pieno di belle sensazioni, sorrisi, battute, profumi e suoni.

La cosa bella di cucinare in famiglia è che mentre si impasta o si chiude un tortello ci si racconta la storia delle nonne che maniacalmente fanno le orecchiette tutte uguali, delle terre amate, delle ricette tradizionali, si sgrida il cane perchè abbaia troppo e si ride…ed è inevitabile essere felici.

Prima di tornare a casa Antonietta mi ha preparato un sacchettino con i cazun, il sugo, le orecchiette e due belle fette di torta. Questa mattina aprendo il frigorifero non ho trovato solo il dono di Antonietta, ma anche una fetta d’amore che non dimenticherò mai.

 

 

Questa ricetta fa parte della raccolta

11 Responses to “Cazun d’ricott da Taranto con furore”

  1. facili e divini! dieci e lode!
    (quanto cuociono in acqua? cinque accademici minuti??)

  2. Pillow non ho messo i tempi di cottura perchè dipendono dalle dimensioni del tortello e dallo spessore della sfoglia ma anche perchè è un buon pretesto per assaggiarli di continuo XD

  3. Favolosi, avendo un blog di pasta sono di parte, li devo provare assolutamente. è stato un piacere conoscerti, a presto. eleonora
    http://eilbasilico.blogspot.it/

  4. wow, bellissimo il tuo blog! arrivo a te tramite il contest di Valentina, piacere di conoscerti! anche io ho un contest in corso Cake Therapy: rimedi naturali allo stress! passa a trovarmi se ti va! a presto V.

  5. Eleonora: fidati sono ipermegagalattici!!!

    Valy: hai fatto benissimo, il cibo è e rimane una delle migliori terapie contro il mal di vivere ^_^

  6. Mmmmh, dalla foto sembrano davvero invitanti, confortanti, avvolgenti e… “ciomposi” (tanto per capirsi).

  7. Your photos looks amazing! Also the dish.

  8. Lorenz: sono proprio ciomposi e ricottosi!

    Irena: Thank you very much!

  9. che dire, è bella la ricetta, le foto e tutto quanto, bravissima

  10. una domanda scema, ma preferisco portela: se li preparo, poi, crudi, posso congelarli??

  11. Certo Pillow, li devi mettere in freezer su dei vassoi e poi dopo congelati li puoi conservare nei sacchetti. Non congelarli uno sopra l’altro perchè si attaccano. Hanno una cottura di tre minuti più lenta di quelli freschi ovviamente perchè sono congelati. Di solito quando si preparano se ne fanno abbastanza per le scorte alimentari future ^_^

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