Pici ai porri

by Maky | January 7th, 2010 |

I pici…questo è uno dei piatti che mi sento spesso chiedere. Sono leggendari i pici di nonna Libertà che  ricavava da una singola palla di impasto facendo uno spaghettone lungo circa 3 metri che poi tagliava a pezzi. I pici sono degli spaghettoni arrotolati a mano tipici del senese, di solito li fanno conditi all’aglione o al sugo di nana. La cosa è nata perchè mi era rimasto metà dell’impasto dei ravioli cinesi che guarda caso è identica alla ricetta base dei pici. Ero carica di pigrizia e mi dispiaceva buttarlo così in quattro e quattr’otto ho fatto i pici. Come sugo ho utilizzato il composto ai porri per i crostini di nonna Maria, una delizia davvero da provare…a voi la ricetta.

Per il sugo

Dosi per: 4 Difficoltà : facilissima Tempo: preparazione 30 min

Utensili: casseruola

Ingredienti:

  • 4 porri
  • acqua
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
  • peperoncino in polvere
  • 2 o 3 cucchiai di passata di pomodoro
  • 100 ml di panna fresca

Procedimento:

Tagliate i porri a tocchetti e metteteli ad appassire in una casseruola con dell’olio e un bicchierino d’acqua aggiungendone ancora piano piano se si dovessero asciugare troppo.

Quando i porri saranno stufati aggiungete il pomodoro (non mettetene troppo perchè il sapore forte della passata rischierebbe di coprire quello delicato dei porri, la passata serve solo a dare un po’ di colore). Regolate di sale e spolverizzate di peperoncino.

Sempre sulla fiamma aggiungete la panna e fatela asciugare mescolando rendendo il tutto una crema.

Suggerimenti:

I porri sono delicati quindi non fategli troppa violenza con il cucchiaio altrimenti rischierebbero di spappolarsi troppo perdendo il bello della loro consistenza.

Per l’impasto

Ingredienti:

  • 400g di farina 00
  • acqua
  • 1 pizzico di sale

Preparate la pasta fresca con la farina, un pizzico di sale e dell’acqua tiepida. Aggiungete l’acqua piano piano fino ad ottenere una palla di impasto sodo e omogeneo. Lasciate riposare in frigorifero per almeno 12 ore (ho scoperto che l’impasto viene più elastico e regge meglio la forma).

Per i pici

Ingredienti:

  • impasto per i pici
  • sugo ai porri
  • pane toscano

Prendete l’impasto per i pici, staccatene una pallina e sfregate l’impasto su una spianatoia con il palmo delle mani in modo da formare uno spaghettone lungo di circa 8 mm di diametro.
Infarinate i pici delicatamente con della semola o del fioretto in modo che non si attacchino tra di loro.
Lasciateli asciugare un paio d’ore coperti da una telo pulito.
Portate a bollore l’acqua e salatela.
Tostate delle fette di pane toscano e spalmate sopra un po’ di sugo ai porri.
Gettate i pici nell’acqua bollente e appena salgono in superficie scolateli con una schiumarola unendoli al sugo di porri.
Fate saltare per un minuto e servite accompagnando con i crostini.
Suggerimenti:

Non è una pasta improponibile da fare, serve solo un po’ di pazienza.

7 Responses to “Pici ai porri”

  1. oh, finalmente leggo una ricetta di pici senza uova, deo gratias :-))) io per renderla più elastica la manipolo molto e uso 1/3 di farina di grano duro, e un cucchiaio scarso d’olio per ogni porzione, ma voglio provare a farla riposare come dici tu!

  2. I pici devono essere fatti assoutamente senza uova pena la gogna (convivo con un senese la cui nonna li faceva alla perfezione quindi puoi immaginare!), io proverò la tua versione invece che mi sa che è più corretta della mia hehe ma a lui non lo dico!

  3. io adoro la pasta fresca fatta in casa….alla fine i tuoi pici sn simili ai miei bigoli…solo che uso semola..mi piace la pasta duretta e masticosa! :-P

  4. Pensa che la mia nonna mi faceva i bigoli al torchio tutte le domeniche, ora non li fa più perchè s’è un po’ stufata…spero di ereditare il torchio con la trafila in bronzo, avrà più di 100 anni! I pici li ho fatti all’uomo che poveretto me li chiede sempre ma le mie origini veronesi sono dure a morire!!!

  5. Va a finire che devo provare sono appetitosissimi e mi piace manipolare la pasta.
    Il tuo blog è molto bello e le foto sono fresche e naturali :-)

  6. Grazie mille Dada, i pici sono divertenti ma quando si fanno in più persone è ancora meglio!

  7. I pici non sono prettamete senesi ma un esempio di quando l’uomo ha scoperto il fuoco e la cottura dl cibo co le farine ha prodotto ogi eccellenza culinaria per cui e segue una storia fatta di millenni, dove non ci sono scoperte ma una realtà che a macchia di leoprado si è sparsa nel mondo suddivisa dagli orti ma soprattutto dal nomadismo delle genti.
    I bigoli appartegono già al tempo di quella cucina già sigificata dalla Repubblica Marianra che si estendeva per le basse percorrendo le vie d’acqua e del sale.punto di incontro fra monti e mare.
    pici e bigoli conoscono con la scopeta delle americhe l’agressione del pomodoro, abbadonando spezie e frutta nei condimenti a scapito di condimenti co carni e pesce conservati con grassi e sale e locali offeti dagli scambi commerciali con le sponde del mediterraneo.
    I pici son per l’anitra e i bigoli son per il saor ma si possono intercambiare.
    Ma per i nobili la repubblica di Genova propone i Crosetti un impasto con il vino bianco e per le feste con lo stemma di famiglia impresso con lo stampo circolare (un’atra invezione per la pasta frsca singolare smisconosciuta) e la sua cucina con identità arabe..

Leave a Reply